Iniziano così i mini play-off per lo scudetto femminile tra Schio e Venezia. Una cosa ho capito della mia avventura nel mondo della pallacanestro femminile; le ragazze devono avere punti di riferimento e certezze, quando tu le “mini” stai lasciando una seggiola su tre gambe. Lo sguardo perso delle giocatrici di Schio che si trovano con ruoli e minutaggi completamente stravolti, si tramutano in una sconfitta sonora. Il vecchio allenatore che diventa “il nuovo” non trae e non da nessun vantaggio dal fatto di conoscere l’ambiente, il problema è conoscere la squadra e gli equilibri interni di un gruppo VINCENTE sul campo. Purtroppo sono convinto che Patron Cestaro sia l’artefice di questa disfatta. Il coach greco dal nome poco pronunciabile e tanto meno “scrivibile”, confonde Zanardi con Verona, si dimentica Laska in panchina e Keys nello spogliatoio, perde fiducia in Giorgia Sottana, ruota le giocatrici come in un torneo di precampionato e patatrac. Ricordo che dopo i i play off di Eurolega sempre con Venezia, la proprietà di Schio licenziò l’allenatore, coach che aveva vinto lo scudetto l’anno prima e che era in testa al campionato senza sconfitte.

Venezia, invece è partita con un processo inverso, tanta confusione nei ruoli e nei minutaggi, una Mariella Santucci messa alla porta perchè credevano che con Villa, Pasa e Dojkic erano coperti nel ruolo di regista. Piccolo particolare, nessuna delle tre è un play maker. La storia racconta che Matilde Villa si infortuna gravemente, Santucci viene richiamata e messa in fondo alle rotazioni, arriviamo a ieri sera dove praticamente da sola ha steso Schio. Ora con Mariella che si è impadronita del ruolo di play maker e autoinvestita da leader, le cose in casa delle lagunari, funzionano…Mazzon e Cestaro permettendo.

Pensierino; la solita Zandalasini, come direbbe Cetto LaQualunque; tutto tutto…niente niente

Di gianni

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