INello sport come nella vita il termine Braveheart (cuore impavido), è stato usato spesso (secondo me) con troppa “onesta” generosità, sulla spinta di forti emozioni. Sofia Goggia si rompe la mano durante una gara e viene trasportata in elicottero a Milano, dove viene operata, dopo di che torna a Cortina e vince la discesa libera. Il telecronista la battezza Braveheart e si pensa che questo definizione, le calzi a pennello. Rimanendo nello sci, anche per Lindsay Von questo appellativo non sarebbe fuori luogo. La lista sarebbe lunga e frequentata da molti silenziosi sconosciuti, piccoli, a loro modo eroi, il mondo paraolimpico ne è stracolmo e hanno tutti la consapevolezza di non essere per niente Braveheart. Ma pochi giorni fa ci ha lasciato Alex Zanardi, allora ti rendi conto che l’asticella lui l’ha alzata a quote irraggiungibili per la maggior parte degli aspiranti cuori impavidi. Probabilmente lui faceva parte di una categoria di persone che aspetta di avere altri associati, difficile essere Alex Zanardi, difficile accettarne l’uscita di scena!
Il nostro Renzo Arbore
Per chi ha seguito la carriera di Renzo Arbore lo riconosce come il massimo rappresentante della goliardia* in televisione e ancora prima in radio (alto gradimento), ebbene anche noi della pallacanestro abbiamo il nostro Renzo Arbore e risponde al nome di Dante Gurioli presidente del Canaglia Club (un nome una garanzia). Leggendo un articolo su FaceBook che lo riguarda, il narratore non riporta la carriera del Gurio come allenatore della squadra universitaria, a parte le vittorie, una delle sue regole era che il quintetto iniziale non doveva essere composto dai migliori ma da quelli con più presenze nella rappresentativa, poi le matricole ed altre goliardate. Per anni è stato un istituzione…no Gurio no squadra!
P.S*.la goliardia è la tradizione studentesca universitaria italiana, caratterizzata da spensieratezza, ironia, scherzi e rituali, con radici medievali e un forte legame con la vita accademica.
Pensierino; ecco oggi la goliardia associata all’ironia è in via di estinzione, quella che rimane, per ignoranza, è spesso confusa e respinta, l’intelligenza artificiale può solo rimanere all’oscuro di questo mezzo di comunicazione, quanti genitori sono in grado di parlare e insegnare l’ironia?
I