Quando penso alla Nazionale penso a quello che ho fatto ma ancor di più a quello che avrei potuto fare meglio. La maglia azzurra motiva al di là delle reali possibilità, è una responsabilità che esalta.

La mia avventura con la nazionale è iniziata come un UFO, venivo dal maschile e al primo anno ho vinto lo scudetto con Como da li sono “rimbalzato” nella nazionale rosa, mi hanno dato (su mia richiesta) anche l’under 20, da niente niente a tutto tutto. Tanto materiale ma poco tempo l’esatto contrario di quello cge succede nel CLUB.

IILe persone che incontri nel VIAGGIO lasciano un segno indelebile, i risultati sbiadiscono. Avevamo costruito un bel gruppo, ricordo tutti con molto piacere, c’era un bel clima per chi doveva stare fuori casa per diverso tempo e nel frattempo condividere tutto.

la nazionale raduna il meglio e deve essere in grado di offrire il meglio, nella maggior parte dei casi più dei club. Lo staff tecnico è importante ma è il meno necessario, un allenatore si…trova… Alla Nazionale si chiede un preparatore fisico di alto livello così come lo staff medico, osteopata compreso. Nello staff deve esserci EMPATIA e per vivere insieme un pò di sana gogliardia, prendersi troppo sul serio non aiuta.

Come, dicevo prima, ogni viaggio lascia una rendita di conoscenze, rapporti, esperienze, vissuto e arricchimento culturale. Vinci quando consolidi una nuova amicizia, quando ottieni il rispetto di persone che non conoscevi. Le Nazionali non possono sviluppare il Basket Italiano perchè ne sono l’espressione, viceversa è vero il contrario e le Nazionali … aspettano.

La mia esperienza in Nazionale? La felicità non esiste ma nessuno ci vieta di essere contenti e nei tre anni della nazionale sono stato contento.

Di gianni

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