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Schio si traveste da Venezia e le lagunari prendono le sembianze delle Scledensi. Questa è la sintesi di gara due valida per lo scudetto femminile. Dopo gara uno ti aspetti una Venezia solida intorno alla sua play-maker leader Mariella Santucci, una Schio fragile caratterialmente e con rotazioni che lasciano tanti dubbi. Tutto sbagliato, per le lagunari saltano subito gli equilibri alle prime difficoltà e non li ritroveranno più. Ad entrambe le squadre, nei momenti di difficoltà, è venuto a mancare un quintetto di riferimento in grado di limitare i danni, sicurezza e durezza tipiche da Eurolega, hanno lasciato il posto a troppa improvvisazione. Una Conde isterica e completamente fuori ritmo di gara uno, ha lasciata il posto la magnifica esterna che Schio era convinto di aver messo sotto contratto. Verona in gara due non viene messa a fare la riserva di Zanardi, tanto e vero che la seconda mette piede in campo per meno di 5 minuti. Zandalasini si limita a fare una giocatrice normale e la sostanza aumenta di molto e poi, finalmente Jasmine Keys giocatrice della nazionale Italiana. L’impressione è che coach Dikaioulakos (Georgios) abbia indottrinato bene le sue giocatrici, ma sia anche stato aggiornato, dopo gara uno.
Per Venezia tradiscono le giocatrici di punta per Mazzon, cioè Pan e Pasa, Santucci viene presto depredata del proprio ruolo di leader, toro scatenato Kubaj viene lasciata sola, le straniere non pervenute, Dojkic in versione isterica (vedi Conde in gara uno) le magliette per la celebrazione dello scudetto, rimesse nei cassetti. Come sarà gara tre? Il pronostico sarebbe Schio facile, come d’altronde era per gara due cioè, Venezia facile! Quella squadra che avrà capito di più da queste due partite avrà la meglio.
Pensierino; arbitraggio non all’altezza, specialmente quando ha punito il “trash talking” un pò di pepe non guasta, contatti inesistenti fischiati come falli, il progetto donna arbitro che fine a fatto?