L’Italia WOMAN rientra prepotentemente, dopo trentadue (32) anni, nel giro mondiale e, ne entra con pieno merito a suon di risultati. La partita vera è quella contro la Spagna (per altro già qualificata), le nostre, che oramai vivono la dimensione della Dea Kali’, la Dea con quattro braccia, tante sono le mani che le avversarie si trovano addosso ogni volta che cercano di attaccare il canestro, riducono le spagnole, da ottime giocatrici, a normal-people.
Il titolo parla di riallineamento astrale e così è ma, bisogna anche segnalare che, SULLA VIA DI DAMASCO, coach Capobianco ha avuto l’illuminazione di lasciare Francesca Pasa fissa nel ruolo di guardia, togliendola dal fare confusione in regia e liberandone così, l’istinto suo di attaccare il canestro.
Le condizioni precarie, di un periodo veramente complicato, dal punto di vista fisico di Cocca Verona, hanno costretto lo staff, ad un utilizzo importante di Mariella Santucci che ha risposto presente, portando personalità e organizzazzione. A settembre ci sarà Matilde Villa che potrebbe far saltare l’equilibrio Verona-Santucci, l’abbondanza può portare problemi se saltano i ruoli all’interno del gruppo.
Spreafico, incontrata sulla via di Damasco e rimessa in campo con continuità, stante anche l’infortunio di Francesca Pan, dimostra che deve avere più minutaggio e fiducia da parte dell’Italico staff.
Un altra giocatrice che ha dimostrato la sua utilità è Olbis Andrè, meno al margine nelle rotazioni, brava nel muoversi senza palla e tappa linee di passaggio in difesa.
Nota di merito per Ceci Zanda, più impegnata a giocare che a lamentarsi perché non riceve la palla come fa a Schio.
Conclusioni; meno rotazioni, causa infortuni; rispetto al campionato Europeo, non hanno portato a cadute di rendimento o a problemi di organico, LE CONTRDDIZZIONI OGNI TANTO TROVANO UN LORO PERCHE’.
Pensierino: ma c’è un ricambio a queste giocatrici? C’è speranza di inserire ragazze giovani (oltre a Villa) anche lentamente ma con programmazione? Esistono? Se non ci sarà continuità torneremo a parlarne tra altrì trentadue anni. Mi scuso; tornerete…