Le Olimpiadi della neve e del ghiaccio, stanno velocemente lasciando il posto a quelle della pubblicità. Tante storie, tante emozioni, tanti racconti, tanti momenti irripetibili perchè in diretta, tanta giusta commozione mista con la gioia, tanti momenti indimenticabili, tutti interrotti dalla pubblicità del Mago Forrest, che inizierò ad odiare. Non credo di sbagliare se dico che questo accade tra l’imbarazzo dei telecronisti. Ma tutto ciò ha avuto un inizio, una genesi; la cerimonia di apertura s-commentata dal direttore di RAI sport, rispondente al nome di Paolo di Petrecca…chi era costui? Se non fosse un evento che il modo aspetta da quattro anni, sarebbe riuscito a cancellarlo. Ora mi spiego il parto dei Fanelli e Dembiski. I telecronisti Rai sono scesi “in strada” (metafora) per denunciare la scarsa capacità di raccontare un evento mondiale. Finirà in politica, d’altra parte uno così come ci finisce li ? La domanda che mi sovviene è la seguente; la cerimonia di chiusura? Siamo a carnevale tutto è possibile, gli atleti fanno la storia e i Petrecca la distruggono.
Pensierino;: gli atleti/e che gareggiano nelle discipline individuali, trovandosi a competere in gare di squadra hanno tutti/e una luce particolare negli occhi!