1) Pallino antibasket; che noia le guardie combo, palleggiano troppo, forzano i tiri, passano poco e fuori ritmo, se non è blocco sulla palla non sanno cosa fare…un pò come gli allenatori.

2) Pallino ardente; coach Neven Spahija, allenatore dei lagunari, si avvicina pericolosamente alla graticola.

3) Pallino amarcord; mi ricordo che vi fu un TEMPO che le società, a tutti livelli, battevano in lungo e in largo l’Italia per reclutare i lunghi! Dopo di che organizzavano il gioco in modo che i piccoli facessero dei blocchi per loro che, essendo giganti, vicino a canestro sbrogliavano i compiti dell’attacco. Ora però siamo alla fase del mondo al contrario (che brutta citazione), i lunghi corrono avanti e indietro come maratoneti, ogni tanto le guardie combo li chiamano per farsi fare un blocco, manovalanza ecco il loro compito nel nuovo mondo.

4) Pallino matematico; ho passato quattordici anni nella pallacanestro Cantù e mi arrogo il diritto di parlarne. Tutti guardano i risultati, perchè fanno parte della cronaca, ma il problema è all’interno della società, dove i ruoli si assommano senza specificità. Dopo sei anni di nulla, il comandante (qualcuno l’ha apostrofato Schettino), lascia la nave asserendo che è ben strutturata! Chi conosce l’ambiente, sa che è esattamente il contrario! Non c’è un padrone, non c’è una struttura decisionale piramidale, i ruoli non sono chiari, anche se con next gen le cose sono migliorate. Ora parliamo di matematica; il professor Vulpetti ci spiegava che quando un risultato è sbagliato bisogna ricontrollare il procedimento dall’inizio e non da metà o da due terzi. Cantù è sbagliata e non è possibile non intervenire (anche se bisognerebbe ascoltare il proff Vulpetti), la domanda è come sarà possibile alzare il livello fino alla salvezza? Finora solo sconfitte, comprese le amichevoli, Milano espugna Cantù facendo giocare chi non entra mai in campo, l’Olimpia è un test verso il basso, come dimostrano i suoi risultati.

5) Bravo chi ci capisce; Bologna espugna Milano, dopo di che non ne azzecca più una, per ultimo facendo felici i tifosi di Trieste. Milano non brillava in Eurolega mentre la Virtus parte con un ottimo 4/4, poi però, il nulla. A questo punto attenzione a Napoli che sta studiando da grande.

Graticola; c’è ressa, qualcuno ci scende (Bucchi, Sacripanti) ma resta nelle vicinanze, ne servirebbe una più grande specialmente per Cantù. Ma questo giro tocca ad Attilio Caia e alla sua denuncia.

Pensierino; ho avuto la fortuna di veder lavorare coach Valerio Bianchini, in attacco uno dei suoi credo, era la circolazione di palla e il conseguente ribaltamento di fronte dell’attacco. Qualcuno giorni fa l’ho sentito dire che la “palla non suda” grande verità, ne andrebbe fatto un manifesto.

Di gianni

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *